profilo di alba rohrwacher
La forza della fragilità. Apparentemente timida e distratta, quando Alba appare sullo schermo è difficile non rimanere disarmati di fronte alla potenza della sua recitazione. Che sia la problematica Giovanna di Pupi Avati o la irrequieta Beniamina ne “L'uomo che verrà” non importa, la sua intensità nell'affrontare ruoli profondamente diversi è degna solo delle più grandi.
Riservata ed elegante, è considerata una delle giovani attrici più interessanti del panorama cinematografico italiano, una vera e propria icona, che a poco più di trent'anni ha già vinto due David di Donatello consecutivi.
Alba è oggi la portavoce di un nuovo stile interpretativo, profondo e mai banale, che le ha permesso di lavorare con i più grandi registi italiani, cogliendo un successo dopo l'altro e, cosa rara, mettendo costantemente d'accordo pubblico e critica.
IMPEGNI
Dopo il recente successo della “Solitudine dei numeri primi” il film di Saverio Costanzo tratto dall'acclamato best seller di Paolo Giordano e “Cosa voglio di più” al fianco di Pierfrancesco Favino e Giuseppe Battiston per la regia di Silvio Soldini, la rivedremo presto in “Missione di Pace” accanto a Filippo Timi e Silvio Orlando.


